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  • RETE SOLVIT

    Nel luglio 2002 è stata creata la rete SOLVIT, a cui è stato affidato il compito di risolvere i problemi con cui si scontrano privati cittadini e imprese a causa di una non corretta applicazione della normativa UE da parte delle autorità nazionali. Il mercato interno offre, infatti, molteplici opportunità ai cittadini che vogliono vivere e lavorare in un altro Stato membro ed alle imprese che desiderano espandere i propri mercati.

    In un’Europa sempre più libera e senza barriere sono sempre di più gli Europei che decidono di trasferirsi in un stato dell’Unione Europea, diverso dal proprio. Chi compie questo passo, spesso, però si scontra con delle amministrazioni locali poco collaudate dal punto di vista dell’applicazione della legislazione europea sul mercato interno,con lo spiacevole risultato di incorrere in una serie di difficoltà non previste

    In questi casi, infatti, la scarsa conoscenza del diritto comunitario da parte delle amministrazioni, può far sorgere innumerevoli problemi sia per i singoli cittadini in ambito lavorativo, come ad esempio per il riconoscimento da parte di un altro Stato membro del proprio diploma universitario o della propria qualifica professionale, per la trascrizione di una patente di guida, per l’accesso ad un pubblico impiego in un altro stato membro, per l’accesso al mercato dei prodotti e dei servizi, sia per gli imprenditori che vogliano aprire un’attività in un altro paese dell’Ue. Ogni volta che emerge un simile conflitto con l’Autorità Pubblica di un altro Stato membro perché la stessa non applica correttamente la normativa europea sul mercato interno, il cittadino o l’imprenditore che ne subisce le conseguenze ha la possibilità di rivolgersi al Centro Solvit del proprio Paese.

    Il Centro Solvit locale, presso il quale si è rivolto l’utente (chiamato Centro Solvit di partenza o Home Solvit Centre) controllerà prima di tutto la fondatezza giuridica della richiesta: successivamente inserirà il caso nel database trasferendolo automaticamente al Centro Solvit nel quale il problema si è verificato (chiamato Centro Solvit di destinazione o Lead Solvit Centre).

    Quest’ultimo Centro dovrà confermare entro una settimana se accetterà o meno il caso e, qualora se ne farà carico, si impegnerà a risolverlo entro 10 settimane; in casi eccezionali è prevista una proroga di altre 4 settimane. La DG Mercato Interno della Commissione europea effettua un costante monitoraggio sui casi immessi nel database, verifica che le soluzioni proposte siano conformi al diritto comunitario, controlla l’attività dei Centri ed analizza i casi nell’intento di elaborare azioni preventive. Per farsi un’idea sulle problematiche oggetto della rete, potremmo dire a titolo esemplificativo che sono quelle inerenti: a) l’accesso al mercato dei prodotti e dei servizi; b) problemi fiscali; c) appalti pubblici; d) costituzione di una società o di un’attività autonoma; e) problemi in materia di capitali o pagamenti; f) riconoscimento delle qualifiche professionali; g) permessi di soggiorno; h) diritti elettorali; i) l’accesso all’educazione ed alla sicurezza sociale; e) registrazione dei veicoli a motore; f) protezione dati. Poiché Solvit costituisce un modo informale di risolvere problemi causati da una Pubblica Amministrazione, la rete non può intervenire quando sia stato già avviato un procedimento giudiziario. Analogamente vanno comunque sempre rispettate le scadenze nazionali per l’impugnativa di eventuali provvedimenti amministrativi emessi. Il sistema opera attraverso una rete di Centri collocati presso una Pubblica Amministrazione di ogni Stato membro dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo (Islanda,Liechtenstein e Norvegia) collegati da un comune database on-line, i quali interagiscono per giungere ad una soluzione del problema. Ogni centro fa parte dell’amministrazione nazionale ma è coordinato dalla Commissione Europea. Dalla sua creazione nel 2002, la rete Solvit dell’Unione europea ha proposto soluzioni rapide e efficaci ad oltre 1.800 problemi concreti incontrati da cittadini europei che vivono, lavorano, studiano o svolgono un’attività commerciale in un altro paese dell’UE.

    Carla DI LELLO

    Avvocato-Specialista in Diritto europeo

    Dottore di ricerca in Diritto pubblico